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Note dal lavoro · AI

Cursor, Claude Code o Codex: come scegliere lo strumento giusto

AI · 5 min di lettura

Gli strumenti di programmazione assistita da AI si assomigliano nei risultati e differiscono nel modo di lavorare. Invece di una classifica, che invecchia in un mese, preferisco un criterio per scegliere. Qui descrivo le tre famiglie che incontro più spesso; le funzioni cambiano in fretta, quindi verifica sempre la documentazione aggiornata.

Le tre famiglie

  • Cursor: un editor (derivato da VS Code) con l’AI integrata nella scrittura del codice. Completamenti, chat sul progetto e un agente che propone modifiche direttamente nei file, con i diff in vista.
  • Claude Code: un agente di Anthropic che si usa da terminale o da estensione per l’IDE. Legge il repository, esegue comandi e porta avanti compiti lunghi che toccano più file. Legge le istruzioni da CLAUDE.md.
  • Codex: l’agente di coding di OpenAI, disponibile da riga di comando e come compiti eseguiti in un ambiente isolato nel cloud. Legge le istruzioni da AGENTS.md.

Cinque domande per scegliere

  • Dove lavori già? Se vivi nell’editor e vuoi vedere ogni modifica mentre accade, un editor integrato è naturale. Se ti piace dare un compito e rivedere il risultato, un agente da terminale o nel cloud funziona meglio.
  • Quanto controllo vuoi? Più l’agente è autonomo, più conta saper leggere un diff grande alla fine.
  • Quanto dura il compito? Per una correzione di dieci righe basta l’editor; per un refactor su molti file un agente che esegue test e correzioni da solo risparmia tempo.
  • Cosa puoi condividere? Il codice di un cliente non va dato a uno strumento esterno senza il suo consenso. Controlla contratto, politiche del cliente e come lo strumento tratta i dati.
  • Quanto costa a regime? Piani, limiti di utilizzo e costi variano e cambiano: misura sul tuo uso reale, non sulla pagina dei prezzi.

Combinarli

Non sono mutuamente esclusivi. Usare un editor con AI per le modifiche piccole e un agente per i compiti lunghi è una combinazione comune, e un file di istruzioni ben scritto (vedi la nota dedicata) rende il passaggio da uno strumento all’altro quasi indolore.

Qualunque sia la scelta, le regole di fondo restano le stesse: vincoli chiari, passi piccoli, diff letto e risultato verificato.